Secondo giorno di scuola...

Secondo giorno di scuola. Rivedo i miei alunni, ormai grandi grandi, di quinta. Li saluto, li abbraccio, chiacchieriamo un po'. 

C'è un compagno nuovo, parliamo un po' con lui per conoscerlo. Finché: "Ti piace la scuola?" "...mmm..." Qualche attimo di silenzio... "...quella in cui andavo prima no...!" 

Va beh, dai...già è positivo il fatto che ci conceda una possibilità! 
Allora dico agli altri: "Dai, raccontategli qualche cosa bella che abbiam fatto in questa scuola!"
Nessuna alta aspettativa, solo qualche piccolo ricordo per rincuorare il nuovo arrivato e fargli venire voglia di stare a lavorare con noi. 


Iniziano: "Lo sai che la maestra ci ha insegnato le frazioni tagliandoci una focaccia?" "E poi, sai che facciamo lavori di gruppo ogni settimana?" "Abbiamo anche un blog! L'hai già visto?" "Suo papà l'ultimo giorno di scuola ci ha preparato pane e Nutella! Era più grande della cattedra!" "L'anno scorso abbiamo fatto l'aperitivo matematico! E abbiamo bevuto anche un cocktail!!!" Una volta abbiamo misurato la scuola, tutti fuori con il decametro!" "Ah, e ti ricordi quando abbiamo fatto lezione - ihihihihih - nel bagno delle femmine??? Era per scoprire i litri, i decalitri e i millilitri facendo i travasi! Abbiamo usato quel secchio e quelle bottigliette che vedi là!" "E gli esperimenti al buio con le torce e le ombre colorate!" "Poi ogni volta che c'è un solstizio o un equinozio andiamo giù in giardino e osserviamo il mappamondo parallelo, una specie di mappamondo che ci dice che cosa sta succedendo in tutto il mondo...tipo dov'è giorno e dov'è la notte...poi vedrai..." "L'anno scorso la maestra ci ha raccontato la storia di come è nato internet e YouTube!" "In primavera abbiamo preso un fiore dalla pianta e lo abbiamo aperto con la pinzetta per vedere il pistillo. Poi lo abbiamo guardato al microscopio!" "Sììì, ti ricordi che abbiam visto anche la pelle al microscopio? Bleee!" "E quando abbiamo fatto le pecore col pastore per capire i numeri della preistoria?" "Anche i numeri degli Egizi!" "Ah, poi guarda! Conosciamo tutti quei matematici che vedi lì! (Cartellone) La maestra ci ha raccontato la storia, tipo quella di Pitagora e del piccolo Friedrich e di Fibonacci!" "Sììì abbiamo colorato le spirali sulle pigne! E le abbiamo trovate dappertutto" "Il partenone!" "I conigli!" "Le conchiglie!"...... 


Il nostro nuovo amico li guardava quasi come se parlassero arabo...ma, dopo ogni voce, sempre più sorridente. Contagiato da quello strano entusiasmo che accompagnava gli interventi. 


E io lì, un po' stupita dall'accavallarsi di ricordi così piacevoli, sia per loro che per me. Mi sarei aspettata che parlassero delle gite o di qualche evento speciale. E invece ciò che ricordavano con più piacere erano le esperienze vissute in classe. Quelle che li avevano visti protagonisti, che li avevano fatti divertire ed emozionare, oltre che imparare.

E allora, boh, al diavolo le schede e le pagine di operazioni in colonna!!! 
Perché di operazioni e di esercizi, in queste esperienze, ne abbiamo fatti lo stesso tanti, ma quasi mai scrivendo a testa bassa sul quaderno. Perché ciò che per loro vuol dire "stare a scuola", ciò che ricorderanno di questa loro piccola frazione di vita, ciò che verrà loro spontaneo raccontare di questi anni insieme, saranno le esperienze vere, belle, intense e vissute davvero. Che portano via tanto tempo e richiedono molta fatica, ma poi dalla mente non passano mai più. 

È stato bello...e anche un po' emozionante. È stato come vedere un piccolo riflesso di me in loro. 

Tutto qua. Volevo solo dirvi che quando pensate di proporre un'attività e vi dite: "Sì, è bella ma porta via un sacco di tempo! Non staranno fermi. Non staranno lì seduti e in silenzio. Ne varrà la pena?".
Ecco, sì. Ve lo assicuro. Ne vale la pena. 




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