Le stanze di Fata Serena

Con i bambini di classe prima, ho svolto questo percorso interessante che permette di lavorare sulla geometria, sulle forme e sulle loro proprietà in modo molto giocoso, ma adatto a costruire prerequisiti utilissimi in futuro.
Si è giocato con le aree dei poligoni, senza saperlo! Si sono esplorate le figure e le loro composizioni e scomposizioni. Si è, volendo, andati a scoprire le frazioni...ma tutto questo silenziosamente e senza mai farne menzione o darne spiegazione! Sono state esperienze del tutto ludiche e manipolative, che hanno dato la possibilità ai bambini di sperimentare e di costruirsi delle idee, che in futuro, spero, daranno i loro frutti.

Prima di questo lavoro, avevamo svolto delle attività di classificazione, manipolazione e disegno (anche contornato) di figure geometriche, utilizzando blocchi logici (usati solo come materiale manipolativo) assieme a figure varie di cartoncino ritagliate.

Su Amazon, avevo acquistato del materiale (suggeritomi da colleghe) molto molto utile per tante attività, che mi ha fatto venire l'ispirazione per questo tipo di lavoro. Ho utilizzato queste forme geometriche di legno colorate, che ho pagato una trentina d'euro e che da lì in avanti in classe abbiamo usato davvero in moltissimi momenti.
Questo materiale non è indispensabile per la riuscita di queste attività, per sostituirlo potrebbero essere utilizzate delle banalissime forme geometriche ritagliate da cartoncino (da preparare prima).
Con queste forme abbiamo iniziato a costruire strani e bellissimi pavimenti...e a fare grandi ragionamenti! Creatività, scoperta, meraviglia, geometria e bellezza...a non finire, insomma! E tanto divertimento.





Per cominciare, ho inventato una storia che parlava delle stanze e delle finestre delle case delle fate. 
Il motivo che mi ha spinto a scegliere questo soggetto è che poi, nel seguito, ho pensato fin da subito di volermi ricollegare ai problemi di "Conorovesciato", dove proprio si parlava di aree delle stanze delle fate (o meglio, non esplicitamente! Ma il lavoro è quello!).
In questo post, ho suddiviso il percorso in "puntate", che poi non sono state altro che diversi momenti in cui ho condotto le attività con le classi.




Prima puntata

Ho preparato alcune storie-schede per i bambini sulle quali ho scritto che le fate nelle loro case avevano stanze magiche dalle forme strane (triangoli) e le volevano pavimentare con delle piastrelle colorate (mattoncini di legno della confezione). 

Le amiche della fata protagonista vedevano i pavimenti bellissimi e li volevano anche per le loro stanze. Ma la protagonista aveva un sacco di fantasia ed è riuscita a comporre pavimenti sempre diversi. 
Riporto per semplicità la scheda che ho realizzato ed utilizzato con i bambini.




Ho riportato come "stanze" 4 diverse dimensioni di triangolo equilatero prendendo come unità di misura il lato della figurina in legno che era presente nella scatola acquistata (lato da 2 "figure", da 3, da 4 e da 5). Per ciascuno dei 4 tipi c'erano almeno 3 triangoli (le stanze della fata protagonista e delle sue amiche). 
I bambini dovevano provare a comporre il pavimento con le piastrelline di legno (anche aiutandosi in coppia) e poi, per ricordarsi dove mettere le piastrelle, tracciare il contorno di ogni piastrella sul disegno del pavimento, infine colorare del colore della piastrella scelta (ogni forma ha un solo colore).








Durante il lavoro, i bambini si sono accorti che tra le possibili forme di piastrella presenti, all'interno dei pavimenti era impossibile trovare un incastro per il quadrato arancione e il parallelogramma marroncino (da loro soprannominato "diamantino"). Hanno provato in vari modi, ma c'era sempre qualcosa che non andava nella composizione: rimanevano spazi bianchi, oppure le piastrelle fuoriuscivano dal contorno.
Hanno così deciso, dopo vari tentativi, che quei due tipi di piastrella potevano essere accantonati.

Al termine del lavoro, abbiamo osservato insieme le varie proposte e abbiamo mostrato quelle più originali ai compagni, scoprendo le somiglianze e le differenze nelle diverse pavimentazioni.
Ecco alcuni pavimenti completi.







Seconda puntata
Le finestre delle stanze delle fate avevano anch'esse forme strane (esagoni equivalenti a quello giallo presente nella confezione). 
Le fate volevano decorarle con vetri allegri e colorati e volevano trovare tutte le possibili combinazioni. 
Stesso lavoro di prima: i bambini hanno ricoperto le finestre esagonali con le piastrelline colorate di legno (che per l'occasione erano diventati vetrini colorati).









Al lavoro di incastro vero è proprio è seguita un'analisi delle proposte considerando i pezzi scelti, le diverse possibilità trovate, le quantità di ciascun pezzo e...anche i pezzi che sono stati completamente inutili per realizzare stanze e finestre (sempre i soliti...chissà perchè...).

Quest'ultima analisi è stata svolta prima oralmente, con diversi bambini che mostravano le varie possibilità individuate, poi anche sul quaderno, disegnando tutte le possibili soluzioni.
Abbiamo scoperto che le possibilità totali sono nove! Abbiamo considerato equivalenti quelle ruotate (quelle, in sostanza che, se guardate da una parte o dall'altra erano sempre fatte dallo stesso numero e dallo stesso tipo di pezzi).


Abbiamo rappresentato le 9 diverse combinazioni per fare le finestre e le abbiamo analizzate con la tabella riportata. Ne è emerso che il quadratino arancione e il "diamantino" (così lo hanno chiamato loro) marroncino non servono proprio a niente! 😟




Durante l'analisi, una cosa che è stata davvero interessante è sentirli dire "Questa finestra è divisa in tre parti uguali" oppure "Questa in sei parti uguali" o "Questa è divisa a metà" o "Per fare un pezzo blu ne servono due verdi"...! Piccole frasi che nascondono dietro grandi concetti da esplorare...

Terza puntata
Ho continuato con queste due schede, tratte e riadattate alla mia storia da Conorovesciato!



Ho rifatto i problemi al pc e ho preparato tante piastrelline di carta da usare per misurare i pavimenti. Alcune singole, altre in file di 2, di 5 o di 10, altre a metà! 
I bambini sceglievano quali usare per riempire i pavimenti o se ritagliarle. Alla fine dovevano scrivere il numero di piastrelle in ogni stanza.
Ecco le varie fasi del lavoro.






















Qualcuno ha anche detto che in alcune stanze invece di mettere le piastrelle si riusciva a contare quante ne servivano anche senza posizionarle! 


Il terrazzo era la stanza più difficile da comporre!


Mezza più mezza...fa una piastrella!


Per il terrazzo servono 13 piastrelle e mezza! Ecco tre diverse scritture...





Quarta puntata
Ultima puntata (per ora!). 
Fata Serena dunque non aveva mai usato due tipi di piastrella: i quadratini e i "diamantini" (rombi marroncini), perché nelle stanze di casa sua o nelle finestre non si incastravano. Allora le ha regalate alle amiche per far loro inventare delle decorazioni fantasiose! 
Ecco che cos'hanno inventato i bambini, utilizzando solamente questi due tipi di piastrella...





















A conclusione del lavoro, posso dirmi estremamente soddisfatta dei ragionamenti dei bambini e delle scoperte fatte, in modo concreto e giocoso.
In queste attività si parla di tassellazioni, di angoli, di aree, di scomposizioni, di frazioni, senza mai farne cenno e solo ed esclusivamente attraverso il gioco e la manipolazione attiva.
Questo tipo di attività sono davvero utili per costruire i prerequisiti essenziali allo sviluppo del pensiero matematico e a creare un'attitudine al lavoro matematico in classe di tipo esplorativo e interattivo. Approccio fondamentale per la costruzione di un pensiero critico e divergente.

Questo lavoro potrebbe essere riadattato in mille modi e prendere ulteriori sbocchi che chiunque potrebbe esplorare (anche noi riprenderemo qualcosa in futuro).

Nella condivisione su Facebook del lavoro, alcune colleghe mi hanno dato questi ulteriori spunti:

- la griglia triangolare (o griglia isometria), che può aiutare i bambini più "pasticcioni" a trovare il giusto spazio dove collocare la figura, come supporto soprattutto nella fase di disegno. I miei bambini in generale se la sono cavata, a parte due o tre per classe che aiutavo io o i compagni. Poi ,chiaro, non erano tutti precisi al 100%, ma le piastrelle erano più che riconoscibili e per me andava bene. Certo, pensandoci ora, la "triangolatura" si poteva certamente aggiungere per aiutare;


- una mini verifica finale di questo tipo (non è opera mia, le schede sono di Tatjana Piccolin, colei che mi ha dato l'ispirazione per realizzare questo gran lavoro!), che condivido con voi. Molto utile, perchè permette di verificare se i bambini abbiano compreso questo tipo di concetti.

Fatemi sapere se trovate questo percorso utile o se avete ulteriori idee per proseguire, continuare, approfondire qualche aspetto! 😉








Commenti

  1. Te lo dico sempre Cri, come si fa a non amarti? Grandissima esperta di didattica della matematica, fine divulgatrice e generosissima professionista. A presto amica mia <3
    Manu

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