Questo post aveva bisogno di
una degna introduzione, per far comprendere a pieno le cause, la genesi e gli scopi di questo lavoro.
Racconterò quindi gli eventi, come si sono succeduti nel tempo, qualche settimana fa.
Una sera, verso l'ora di cena, mia mamma mi è piombata in casa dicendo: "Ho bisogno del tuo aiuto. Domani devo parlare di Gauss e so che tu mi puoi suggerire qualcosa da fare!".
Incuriosita dalla richiesta, mi sono fatta spiegare e lei ha raccontato che durante la mattina aveva proposto ai suoi alunni un particolare problema, che le ha risvegliato subito la celeberrima storia di Gauss. Il problema era più o meno questo:
"Da quando è nato, Marco festeggia il suo compleanno con una torta con le candeline. Conta di aver già spento 210 candeline. Quanti anni ha Marco?"
Dopo qualche minuto di riflessione (e qualche commento spontaneo, del tipo: "Oh, com'è vecchio!!!"), i bambini hanno capito che doveva trattarsi di una somma di numeri successivi. Se le candeline spente erano un "totale", allora signficava che quel numero era dato dalla somma di 1 (candelina spenta ad un anno) + 2 (candeline spente a due anni) + 3 (candeline spente a tre anni) ... + n (cioè il numero di anni che oggi ha Marco).
I bambini, molto meno algebrici di me, ma decisamente intuitivi, hanno così iniziato a procedere per tentativi e sono ben presto arrivati a capire che Marco dopotutto non era poi così vecchio, dato che aveva solo 20 anni!
Arrivati a questo risultato, i bambini, non contenti, hanno provato a pensare a quante candeline avevano spento loro, nella loro vita. Molti bambini in quella classe hanno 9 anni, quindi hanno affermato che nella loro vita avevano spento già 45 candeline! Ma, si sa, il pensiero dei bambini è sempre rivolto verso il futuro (diversamente da noi adulti che tendiamo a "toglierci" sempre qualche annetto!). Molti bambini, in procinto di compiere i 10 anni (o con 10 anni appena compiuti), hanno affermato che il giorno del loro decimo compleanno avranno spento in totale ben 55 candeline!
I bambini frequentano ora una quarta elementare e sono in grado di svolgere semplici problemi come questo con facilità, facendo anche modifiche o aggiunte per portare le loro riflessioni. Insomma, a loro piace molto "giocare" con i problemi.
Mia mamma, probabilmente proponendo questo problema senza intenzioni particolari, ha però colto subito l'occasione d'oro che poteva sfruttare, ovvero proporre in maniera assolutamente coerente la storia (o leggenda, poco importa, purchè sia significativa) di un matematico davvero straordinario, che ha cominciato a stupire fin dalla tenera età.
Mi fermo un momento.
Certamente avrete ormai compreso che il mio blog è dedicato al piccolo Carl Friedrich Gauss. Questo tributo è assolutamente significativo per me, perchè, come ho anche raccontato nel mio
primissimo post introduttivo, la storia del piccolo Gauss deve essere considerata un po' come la storia di ciascuno dei bambini che frequentano la nostra classe. Ogni bambino è portatore di novità, ogni bambino riesce sempre in qualche modo a sorprenderci con il suo pensiero divergente, che ci costringe a ripensare al nostro modo di fare scuola, a soluzioni diverse ai nostri problemi, a nuove modalità di lavoro, che in un attimo ci spiazzano!

La storia del piccolo Friedrich Gauss vuole essere l'esempio di cosa dovrebbe significare per noi insegnare matematica...o anche insegnare in generale. Non aspettiamoci sempre risposte prevedibili, percorsi di cui solo noi conosciamo la fine. Insegnare significa rimanere anche spiazzati davanti a strade che mai avremmo immaginato di percorrere, restare per un attimo confusi quando un bambino ci chiede una cosa che pensavamo di sapere, ma ci sbagliavamo. Questa spinta a rimettersi in gioco ad ogni lezione può fare bene sia a noi (che siamo costretti ad imparare sempre, a lavorare sulla creatività), sia ai nostri bambini (perchè li aiuta a ragionare, a non femrarsi alla risposta chiusa, a mettere in discussione tutto e a creare il proprio pensiero creativo).
Date queste premesse, è logico intuire quanto la richiesta fatta da mia mamma mi sia stata a cuore e quale enfasi abbia messo nella costruzione di questa attività con lei.